Nella società odierna, per quanto considerevolmente sviluppata rispetto al passato, sono presenti ancora troppi tabù ed ideologie scorrette. Sono stati fatti tanti passi avanti sull’argomento dell’identità sessuale e di genere, ma nonostante questo si vive ancora oggi in una società eterosessista. È questo il motivo principale per cui inevitabilmente un adolescente o uomo ha paura di essere sé stesso nell’essere gay. L’eterosessismo su cui è improntata la società viene appreso da un bambino fino dai primi anni di vita, prima ancora quindi di conoscere e scoprire la propria identità sessuale. Vengono imposte tramite la consuetudine delle ideologie ritenute più giuste, portando a far sentire sbagliato chiunque non appartenga a quel genere oltre a venir insegnate prima di ogni altra cosa informazioni eterossesiste senza alcun riferimento all’altrettanta normalità che vi sia nell’ essere gay.

Questa assenza di uguaglianza porta a percepire l’essere gay come un orientamento sbagliato e non giusto, innescando la paura e la sensazione di non far parte della normalità. È questo il solo motivo per cui esiste la paura: una società eterosessista nella quale risulta ancora troppo difficile affrontare positivamente determinati orientamenti sessuali in quanto non scelti come “normali” da essa.

Nascondere sè stessi, pregiudizi e luoghi comuni

Reprimere il proprio essere e la propria identità sessuale portano ad emozioni come la vergogna, la colpa, la bassa autostima e sopratutto la difficoltà all’accettazione del proprio sé. Reprimere la propria sessualità e viverne la paura dell’esistenza, porta il nome di omofobia interiorizzata la quale porta con sé una serie di pesanti conseguenze: elevata pressione dello stigma sociale, necessità di reprimere il proprio essere in quanto sbagliato, disturbi sessuali dovuti all’evitamento di essere gay, esclusione sociale, ansia e depressione.

Tramite un recente studio il 10% degli intervistati ritiene che l’omosessualità sia una malattia od un orientamento momentaneo dal quale si può guarire cambiando. Studi i quali oltre a questo hanno rilevato che un ragazzo dichiaratamente gay nell’ambito scolastico è costretto a subire in una percentuale ancora troppo alta gesti di bullismo e di isolamento. Il 40% invece ritiene che i gay abbiano caratteristiche differenti dagli altri e sono quindi considerati persone diverse e distinte dagli eterosessuali. Esistono inoltre ancora oggi troppi luoghi comuni i quali vanno a minare la serenità mentale delle persone, la tendenza è quella di suddividere il genere maschile in due gruppi: uno è formato da tutti coloro che rappresentano eccellentemente la mascolinità e l’altro in cui vi sono tutti coloro che rappresentano invece il maschio effemminato.

Quando smetterà di esistere la paura?

Questi argomenti appena citati sono elementi di fondamentale importanza nella risolutezza personale di un gay e che incidono considerevolmente inoltre anche nella libertà di esprimere tranquillamente il proprio essere.

Come precedentemente detto passi in avanti ne sono stati fatti sicuramente molti ma c’è ancora troppo da fare soprattutto sotto il punto di vista dell’insegnamento. Il giorno in cui ogni bambino verrà cresciuto senza impronte eterosessiste ma con l’insegnamento che non esiste un indirizzamento sessuale più normale di un altro, potrà essere considerata vinta la paura.

La normalità è una dimensione personale, è solo la consuetudine a farne una dimensione di gruppo.

Per maggiori approfondimenti e dati statistici consultare il sito: https://www.repubblica.it/cronaca/2020/05/16/news/omosessualita_un_ragazzo_su_3_dieci_pensa_sia_sbagliata_una_malattia_un_peccato-256749067/

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